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STUDIO OPTOMETRICO MARTINELLI
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Articoli dello studio

COMPUTER E VISIONE: consigli e norme per una maggiore sicurezza nell'uso del computer
NUOVE FRONTIERE IN RIABILITAZIONE: postura e propriocezione
I difetti visivi possono causare vertigini
La miopia si riduce anche dormendo
Come si sviluppa la vista nei bambini
Se gli occhiali non bastano, si corregge la postura
Miopia, ipermetropia e astigmatismo si possono ridurre anche dormendo
Un team di professionisti per i vostri occhi
Intervista all'optometrista Martinelli



COMPUTER E VISIONE
CONSIGLI E NORME PER UNA MAGGIORE SICUREZZA NELL'USO DEL COMPUTER.


La maggior parte degli utilizzatori di computer lamentano disturbi a carico di vari apparati, quelli più colpiti sono l'apparato visivo, scheletrico-muscolare.
Non ci sono classificazioni nella comparsa dei disturbi nei vari apparati. Un disturbo visivo può comparire prima di uno muscolare come alterazioni visive possono essere indotte da disturbi muscolari.
L'origine di quasi tutti i disturbi presenti nei soggetti videoterminalisti sono da imputare ad errate abitudini lavorative come posizione del corpo e della testa, illuminazione, attrezzatura e la mancata conoscenza di poche ed elementari regole che permettono una riduzione dello stress in ambito lavorativo.

PROBLEMI MUSCOLO SCHELETRICI
Sebbene siano più frequenti i problemi di tipo visivo e oculare, da sempre l'attenzione si è principalmente concentrata su problemi di tipo muscolo-scheletrico, come ad esempio il problema ai polsi (fra gli altri citiamo la sindrome del tunnel carpale bilaterale, la borsite, l'affaticamento muscolare, le tendinite e la tenosinovite).
Lavorare ogni giorno per molte ore al computer favorisce l'insorgenza di quelle che comunemente chiamiamo"disturbi traumatici cumulativi" (dtc).
Gli aspetti del lavoro che possono creare questi disturbi sono:
  • digitazione della tastiera
  • uso del mouse
  • frequenti spostamenti della testa
  • torsioni del busto rispetto al piano di lavoro
Le tastiere comunemente usate obbligano l'utente a porre le mani in modo innaturale parallelamente ai tasti, sottoponendo ai polsi e gli avambracci ad uno sforzo.
Inserire dati in un computer è un lavoro ripetitivo che porta l'utilizzatore a premere i tasti anche 300.000 volte in un giorno.
Le lesioni che più frequentemente derivano da quest’attività sono:
  • gomito del tennista che interessa i muscoli dell'avambraccio
  • la sindrome del tunnel carpale, ovvero l'infiammazione del nervo che attraversa questa parte cava della mano e provoca la perdita di sensibilità delle dita, formicolii con conseguente diminuzione di capacità lavorativa.
  • la tendinite di De Quarvaine, una lesione dei tendini del polso che permettono il movimento del pollice.
Frequenti spostamenti del capo sia come quantità che come estensione, sul piano di lavoro possono produrre alterazioni muscolari accompagnate da dolori alla cervicale e vertigini.
Per limitare questi sintomi è utile evitare eccessive lateralizzazioni durante la copiatura di testi al computer portando il testo da ricopiare tra la tastiera e il video, oppure leggermente spostato alla destra o alla sinistra, secondo le proprie abitudine vicine al video.
Per meglio garantire una giusta postura è consigliabile misurare la distanza che intercorre tra la prima falange del dito medio e il gomito, tenendo il polso diritto.
Questa distanza, definita distanza di Harmon, dal nome di un noto ricercatore statunitense, viene usata per collocare alla giusta distanza, sia la tastiera del computer del proprio busto non chè testi di lettura e di scrittura.
Tale distanza deve essere mantenuta anche dagli occhi al piano di lavoro in modo tale da formare un triangolo equilatero.
E' consigliato inclinare la tastiera od il testo che si sta leggendo di circa 20 gradi.
Per mantenere una posizione dorsale eretta e le braccia perpendicolari al pavimento bisogna:
  • porre il sedile ad un'altezza da terra di 40-50 cm con braccioli e schienale autoregolabili
  • le gambe piegate ad angolo retto e i piedi appoggiati al suolo o su apposito supporto
  • il piano d’appoggio della tastiera va collocato a 60-70 cm da terra, la tastiera a circa 45 cm dagli occhi, il piano di lettura va collocato ad una distanza di circa 40 cm dagli occhi.
Per il video si consiglia di porlo più basso del piano di sguardo di circa 20 gradi ad una distanza variabile dai 40/70 cm.
Evitare tutte le riflessioni date da fonti luminose sullo schermo, controllare il livello di contrasto e luminosità durante il lavoro per evitare abbagliamenti dovuti dal surriscaldamento del video, questo si presenta su modelli piuttosto vecchi, si consiglia di usare video aventi minimo 75 Hz di frequenza per evitare fenomeni di sfarfallio delle immagini.

I caratteri dello schermo sono importanti nella funzione di stabilire un confort visivo.
Un punto di riferimento nella tipica situazione lavorativa di 20 minuti alla distanza di 60 cm la lettera deve avere una grandezza di 3.5 mm.
Lettere di minori dimensioni possono causare un impatto visivo poco confortevole a causa del basso riconoscimento del carattere e costringono il soggetto a posizioni troppo vicine al video e movimenti oculari maggiori.
Un semplice test può essere applicato per determinare il giusto dimensionamento del carattere in base alla persona.
Se la massima distanza nella quale la persona può discriminare un testo è di 120 c, dovrebbe posizionarsi a non meno di 20 cm dal display. Questa distanza può essere appropriata però è sconsigliabile.
Se i caratteri non sono riconoscibili vuol dire che sono troppo piccoli. Questo test non vale per i soggetti presbiti, i quali devono portare la correzione adatta a quella distanza.




ILLUMINAZIONE
Un’illuminazione impropria e' uno dei fattori responsabili di una visione non confortevole. E' necessario avere un'adeguata illuminazione sia come quantità che come qualità.
La posizione della luce nella stanza è molto importante, non deve riflettere su oggetti o su pareti, la giusta situazione di illuminazione si ha quando l'oggetto illuminato ha un costante contrasto.
Contrasti differenti in ambiente provacono un abbagliamento perciò e' indispensabile mantenere contrasti stabili sia nella stanza che sulla stazione di lavoro.
L'illuminazione deve essere maggiore sulla stazione di lavoro in quanto nella visione da vicino subentra un restringimento della pupilla.
E' utile non avere riflessioni derivanti da luce mista come ad esempio le finestre che permettono il passaggio della luce solare.
Bisogna evitare anche la luce diretta sugli occhi sia da parte della finestra che dell'illuminazione artificiale.
La soluzione migliore è di usare luce indiretta dove la riflessione avviene su un angolo ampio.
Un metodo per evitare i riflessi provenienti dalle luci posizionate sul soffitto è quello di utilizzare un visore, equivalente ad un frontino semitrasparente. se la superficie del tavolo di lavoro è riflettente si consiglia di appoggiare oggetti per renderla meno riflettente.
Un altro suggerimento è quello di cambiare la disposizione del cono di luce prodotto dalle lampade da pavimento.
Le sorgenti luminose artificiali devono essere poste lateralmente al posto di lavoro, incassate o dotate di una griglia a nido d'ape.
Per minimizzare i problemi legati alle interferenze fra sorgenti luminose diverse bisogna porre attenzione ai fattori di riflessione:
  • 70% per il soffitto
  • 40-60% per le pareti
  • 40% per il banco di lavoro
  • 30-50% per il pavimento.
La superficie vetrata non deve superare il 25% della superficie totale e le sorgenti luminose vanno poste al di fuori del campo visivo dell'operatore.

OCCHIO SECCO E VIDEOTERMINALE
La lunga permanenza al videoterminale riduce la frequenza di ammiccamento in altre parole l'apetura e la chiusura delle palpebre.
Questo produce un'alterazione della stabilità del film lacrimale a seguito dell’evaporazione della componente acquosa.
I sintomi si possono riassumere in:
  • bruciore
  • senso di corpo estraneo
  • secchezza
  • dolorabilità
Il problema si accentua anche per via dei campi magnetici generati dal computer o da altre fonti presenti in ambiente, in quanto determinano uno spostamento dei corpuscoli di polvere.
E' consigliabile l'uso di lacrime artificiali che riducono temporaneamente i disturbi derivati dall'occhio secco.
Il trattamento dell'occhio secco trova risposta anche attuando dei semplici accorgimenti igienici.
Durante le pause da effettuarsi nel lavoro al videoterminale si consiglia di compiere alcuni ammiccamenti completi, ed un leggero massaggio alla parte interna dell'occhio, vicino al naso.

COME RILASSARE IL SISTEMA VISIVO
Esistono diverse tecniche per rilassare gli occhi da consigliare al videoterminalista.
Alcuni esercizi che descriveremo in seguito devono essere eseguiti durante le pause che devono avere una frequenza di 1.5 ore circa. La prima tecnica di rilassamento si chiama PALMING.
Questa tecnica si esegue con la seguente procedura: prima si sfregano le mani insieme per scaldarle si chiudono gli occhi e si coprono con le mani a coppa in modo che non passi la luce. Si appoggiano le palme delle mani sugli zigomi incrociano le dita sulla fronte, non si deve fare pressione sugli occhi assicurandosi che dita, ciglia e sopracciglia siano rilassate si respira lentamente e profondamente immaginando spazi aperti.
Ripetere questo esercizio da 1 a 5 minuti senza fermarsi.

RILASSAMENTO MUSCOLO SCHELETRICO
Semplici esercizi di stiramento sono utili per aiutare a rimuovere lo stress stimolare il rilassamento.
Tali esercizi possono essere eseguiti rimanendo seduti al posto di lavoro.

ESERCIZI DEL TRATTO CERVICALE
Eseguire movimenti lenti del campo simulando il "si" e il "no"; eseguire il movimento tenendo il capo eretto ed inclinando alternativamente verso la spalla destra e sinistra.

ESERCIZI MANI E POLSI
Sedersi in posizione eretta con le braccia piegate al gomito tenendo la parte inferiore del braccio parallela al pavimento aprire e chiudere le mani nel saluto "ciao" e ripetere l'operazione 5 volte; girare il palmo delle mani alternativamente verso il soffitto e verso il pavimento.

ESERCIZI BRACCIA-SPALLE-SCHIENA
Stringere le mani dietro lo schienale della sedia rimanendo seduti al posto di lavoro, muovere lentamente le mani in basso ed in alto lontano dalla sedia inarcare le spalle all'indietro mantenendo questa posizione contando fino a tre.


Bibliografia:
L’autore di questo opuscolo ha preso come riferimenti bibliografici articoli apparsi su Ottica Italiana, sul sito CVS doctor.com e su Occhiali in Ottica Oftalmica di Abati, Buratto, Lovisolo e Montani.



NUOVE FRONTIERE IN RIABILITAZIONE
POSTURA E PROPRIOCEZIONE

a cura di Andrea Civardi Massofisioterapista, Massaggiatore sportivo, Posturologo, Studente in Osteopatia.


Postura e propriocezione sono due termini di cui si sente sempre più spesso parlare in riabilitazione. Ma conosciamo realmente il loro significato?
La postura si definisce come posizione naturale ed equilibrata del corpo nello spazio, determinata dalla contrazione tonica dei muscoli che fissano le articolazioni e corrisponde alla stazione eretta. La postura fa da sfondo all’ attività motoria volontaria che viene mantenuta ed aggiustata, sia a riposo sia in movimento, da meccanismi nervosi riflessi attivati dagli stimoli visivi, dal labirinto dell’orecchio interno, dai propriocettori siti nelle articolazioni e nei muscoli.
La propriocezione si definisce come tipo di sensazione da cui dipende la percezione della posizione del corpo nello spazio. Essa dipende dall’ attività dei propriocettori.
Già dalle definizioni si può capire come questi due concetti vadano di pari passo e come si integrino l’uno con l’altro. Infatti una migliore postura e una propriocezione particolarmente sviluppata migliorano l’attività motoria, sia essa intesa come il cammino, la ricerca dell’ equilibrio, l’attività lavorativa o il gesto tecnico nello sport, riducendo così notevolmente gli infortuni o l’insorgere dei dolori.
Oggi il sistema per migliorare postura e propriocezione esiste e si chiama DELOS POSTURAL SYSTEM (DPS). Grazie ad un sistema interattivo (tavola a fulcro basculante-computer), esso permette di valutare e stimolare in modo massimale i riflessi propriocettivi e archeo-propriocettivi, allenando così i centri nervosi a livello cosciente e riflesso, permettendo una migliore gestione del disequilibrio.
Il primo contatto con lo strumento è facile ed intuitivo; il feed-back visivo rende infatti immediata la comprensione del comportamento in condizioni di equilibrio instabile, visualizzando graficamente in tempo reale una traccia che rappresenta le inclinazioni della tavoletta espresse in gradi rispetto all’orizzonte.
La valutazione del soggetto può essere eseguita in appoggio mono e bipodalico su vari piani di lavoro (sagittale, frontale, diagonale).
Il software permette inoltre di assegnare compiti specifici, rappresentati da percorsi che il paziente deve cercare di riprodurre muovendo la tavola con i piedi, in altri percorsi il tracciato è costituito da porte tipo “slaloom” attraverso le quali far passare la linea prodotta dall’ inclinazione della tavola stessa.

Il DPS risulta quindi di fondamentale utilità sia per l’operatore, in quanto consente una precisa ed immediata valutazione grafica del lavoro svolto, sia per l’utente che è continuamente stimolato a migliorare il proprio operato.
Le aree di utilizzo del DPS sono molteplici e vanno dalla valutazione posturale statico-dinamica, all’ allenamento delle attività motorie di tipo coordinativo, alla riabilitazione, alla prevenzione, al fitness, all’estetica.

Le patologie in cui eccelle il lavoro del DPS sono:
  • Esiti di distorsione di ginocchio e caviglia
  • Post-operatorio nelle protesi di anca e ginocchio
  • Prevenzione dalle cadute nell’ anziano
  • Scoliosi e controllo posturale-propriocettivo della colonna vertebrale
  • Rachialgie posturali (cervicalgie-squilibri di bacino-dorsalgie-lombalgie)
  • Preparazione sportiva
  • Estetica
Valutazione delle interferenze posturali:
  • Visione e postura
  • Controllo dell’occhiale e postura
  • Occlusione e postura
  • Controllo del bite e postura
  • Piede e postura
  • Controllo dei plantari e postura
  • Valutazione dell’apparato vestibolare e dell’equilibrio
  

Per informazioni e/o appuntamento rivolgersi allo Studio Optometrico Martinelli.