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STUDIO OPTOMETRICO MARTINELLI
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Ipovisione

Si definisce paziente ipovedente colui che è affetto da disabilità della funzione visiva anche dopo un trattamento medico-chirurgico e/o una correzione della refrazione standard e possiede un'acuità visiva inferiore a 0.3 (6/18) o un campo visivo inferiore ai 10° dal punto di fissazione.

Numerose malattie oculari provocano un deterioramento della parte centrale retinica, la macula. Quando quest’area viene compromessa la capacità visiva per lontano diviene confusa e le possibilità di lettura per vicino risultano ridotte. Tuttavia viene risparmiata la parte retinica periferica che consente una visione laterale del campo visivo, utile per muoversi con discreta autosufficienza.
Questa è, la condizione visiva dell'ipovedente, cioè di quella persona che conserva una residua acutezza visiva, che può venire sfruttata per raggiungere una certa autonomia.
Per parecchi pazienti che hanno subito un grave ed irreversibile deterioramento della vista a causa di una patologia maculare qualcosa può essere fatto mediante ausili ottici ed elettronici ingrandenti ed un adeguato iter riabilitativo; l’ipovedente viene addestrato ad utilizzare le aree retiniche adiacenti a quelle deteriorate dalla malattia.
"Si definisce paziente ipovedente colui che è affetto da disabilità della funzione visiva anche dopo un trattamento medico-chirurgico e/o una correzione della refrazione standard e possiede un'acuità visiva inferiore a 0.3 (6/18) o un campo visivo inferiore ai 10° dal punto di fissazione, ma che utilizza o è potenzialmente in grado di far uso del residuo visivo per la programmazione di un determinato compito". L'ipovedente quindi è colui che vede quanto basta per non essere costretto ad organizzare la propria vita come quella di un cieco, ma allo stesso tempo vede troppo poco per potersi comportare come chi ha una visione normale.

AUSILI PER L'IPOVEDENTE 
Esistono in commercio diversi tipi di ausili sia ottici che elettronici. L'indicazione del tipo di, ausilio è legata in parte al tipo di patologia e in parte al tipo di attività che si vuole rendere possibile.

ILLUMINAZIONE
Nei casi meno gravi una buona illuminazione e una lente di ingrandimento più potente trasformano, almeno per vicino, l'ipovedente in un normovedente.
La luce ottimale è quella naturale proveniente dal lato dell'occhio utilizzato. La luce artificiale deve essere di intensità sufficientemente elevata (150-200 W).

INGRANDITORI A MANO
Sono comuni lenti di ingrandimento; rappresentano il mezzo più semplice e spesso più economico. Gli ingrandimenti variano da 2X a 5X.

SISTEMI MICROSCOPICI O LENTI IPERCORRETTIVE
Sono una valida alternativa alle lenti di ingrandimento; lasciano libere le mani e aumentano il campo visivo. Vengono di solito accettate dal paziente perchè esteticamente valide. Sono costruiti con lenti convergenti fino ad un potere di 16 diottrie per il tipo binoculare e fino a 64 diottrie per il tipo monoculare, con ingrandimenti variabili da 2X a 10X.
La distanza focale della lente, che arriva generalmente sotto i 12 cm, costringe il paziente a modificare la distanza di lettura. Per tale motivo è necessario un addestramento a tale ausilio allo scopo di modificare la postura del paziente.

        


SISTEMI TELESCOPICI
Sono costituiti da sistemi di lenti basati sul principio del telescopio galileiano e di quello kepleriano. L'utilizzo è preferibilmente monoculare ma può anche essere binoculare; inoltre la distanza di lavoro è all'incirca doppia di quella ottenuta con il sistema ipercorrettivo.

SISTEMI ELETTRONICI
Vi si ricorre quando l'ipovisione è particolarmente grave. I sistemi elettronici permettono ingrandimenti che variano da 10X a 60X. Sono costituiti da un sistema televisivo a circuito chiuso, in alcuni casi molto versatile. Oltre a permettere la lettura consentono la scrittura, e sono adatti quindi per un buon inserimento lavorativo.

        


LENTI FILTRANTI SPECIALI 
In caso di intensa fotofobia proponiamo delle lenti filtranti speciali che salvaguardano la luminosità della visione selezionando solo le frequenze più dannose e fastidiose dello spettro visivo. Esistono lenti filtranti a luce polarizzata per lontano e per vicino e a differente selettività d'onda a seconda delle patologie.